Pioggia di cristalli.
Piovono cristalli
dal cielo d'inverno.
Non è acqua,
non è misericordia:
è la materia dei sogni
di ciò che non è stato.
Scendono in silenzio
i sogni che abbiamo stretto
fino a dissanguarci le mani,
quelli che la vita
ha preso con sé,
e brillano con la luce
fredda dei diamanti.
Ma accanto ad essi,
più affilati, più crudeli,
cadono i sogni
che non abbiamo
mai avuto il coraggio di vivere.
Schegge di vetro puro
che fendono l'aria.
Sono i giorni mai nati,
le strade che non abbiamo
imboccato per
paura della notte,
i volti amati solo
nell'ombra di un pensiero,
le promesse lasciate
a marcire sul fondo del petto.
Toccano terra
e non si frantumano.
Restano lì, interi e taglienti,
a ricordarci tutto lo spazio
che c'è rimasto dentro.
Perché un sogno
realizzato
si consuma nel tempo,
sfiorisce non appena si fa vita.
Ma ciò che non è stato
resta perfetto.
Incolmabile.
E brucia,
come un diamante
conficcato nel cuore.